DEUS IMPETUS · SORASA

Custodi dei Boschi

Dove affondano le radici del sacro, veglia un giuramento antico.

Stemma originale: Custodi dei Boschi

Nel profondo dei sacri boschi del nord, dove la luce filtra tra chiome secolari e i sentieri scompaiono sotto il muschio, i Custodi vegliano su un’eredità che precede molti dei regni di Sorasa. Per loro ogni radice custodisce una memoria, ogni sorgente alimenta un patto, ogni albero abbattuto senza rispetto apre una ferita nella terra. Difendere quei luoghi significa proteggere la vita che vi dimora e la sacralità che li attraversa.

Il loro legame con i circoli druidici è profondo: ne condividono i ritmi, ascoltano gli avvertimenti della natura e affiancano i druidi nella custodia dei luoghi consacrati. Conoscono il silenzio degli animali in fuga, le tracce lasciate fuori dai sentieri e il mutare del vento prima di una minaccia. Tra quei tronchi, la foresta offre loro riparo, orientamento e alleati.

A chi entra con rispetto possono offrire una guida. A chi porta il fuoco, la profanazione o l’avidità, i boschi rispondono con la loro presenza. Allora i Custodi emergono dal sottobosco, rapidi e implacabili, determinati a mantenere il giuramento che li unisce: finché uno di loro potrà ancora vegliare, il sacro avrà un difensore.

Patriarca: l’anziana Galila